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Jayden Nguyen
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Siamo Donne (1953)


We, the Women (also known as Of Life and Love and in Italian: Siamo donne) is a 1953 Italian portmanteau film divided into five segments and directed by five different directors. Four of these segments focus upon alleged events in the private lives of the film actresses Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda, and Anna Magnani. The fifth segment, which is shown as the prologue and titled "Concorso: 4 Attrici; 1 Speranza", is about a casting for the film.




Siamo donne (1953)



Anna Amendola decides to leave her home to become an actress, even though her mother says that she can not come back if she does. She goes to Titanus film studios, where a casting is taking place to find a girl to be included in a segment of Siamo donne. The contest begins with the girls walking through a line, where they are checked for certain requirements, especially age. The ones who pass this stage are given a meal by the studio, while a spotlight scans through the tables, finding girls for the screen test stage. Amendola passes through these stages. Then, there are a series of screen tests, where several girls are asked questions about their dreams and ambitions. The results of the screen tests are not decided until the next day; therefore, Amendola sleeps at a neighbor's house, since she does not want to go home and forfeit her chances of winning the contest. The next day, she is called up as a finalist, along with Emma Danieli. The story ends with the two finalists about to give interviews.


Il film è diviso in cinque parti: la prima è un prologo, mentre le successive quattro raccontano particolari episodi della vita di quattro attrici famose, Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda e Anna Magnani, viste come donne comuni piuttosto che come star del cinema.


Temperamento critico (esercitatosi specialmente in studî sulle arti figurative) e lirico insieme, i suoi racconti e romanzi mirano a cogliere (un poco sull'esempio di E. Cecchi) i riflessi arcani e magici di una realtà storica o immediata, della sensibilità e della fantasia (Itinerario di Paolina, Roma 1937; Il coraggio delle donne, Firenze 1940; Sette lune, Milano 1942; Le monache cantano, Roma 1942; Artemisia, Firenze 1948; Le donne muoiono, Milano 1952; Il bastardo, ivi 1953; Allarme sul lago, ivi 1956; La monaca di Sciangai, ivi 1957; Corte Savella, ivi 1960).


Un ex Presidente del Consiglio (Matteo Renzi) va a genuflettersi alla Corte di Bin Salmān in Arabia e indica il Principe come artefice di un Nuovo Rinascimento (con le donne schiave e tutto il resto).


Oggi queste stesse file di carri armati russi per le stesse ragioni invadono il Kazakistan e cosa succede? Le fotografie praticamente non si vedono, le notizie fanno capolino a stento dalle pagine online dei grandi giornali, nei tg sono la settima, ottava notizia - non dico quali vengono prima, Covid a parte - e con tono pacato, senza uno straccio di condanna, emozione. Un tg piuttosto seguito ha osato dire letteralmente che il Kazakistan è molto lontano, possiamo considerarlo vicino solo per gli scambi commerciali con l'Italia. La globalizzazione polverizzata in un colpo. Un virus ci mette un giorno a infettare dalla Cina l'Occidente e l'Africa, mandiamo sonde come palloncini alle origini del tempo, i multimiliardari vanno in vacanza nello Spazio come prendessero un taxi da casa alla stazione, e per noi il Kazakistan è troppo, troppo lontano. Esotico. Che ci importa di quei carri armati? Che ci importa di un dittatore che ordina in mondovisione di sparare per uccidere i manifestanti in strada? I conduttori leggono queste notizie con lo stesso tono, la stessa passione, la stessa sintassi di quando leggono l'elenco degli ospiti del talk che seguirà alle 20.30. Le veline delle dittature, quelle vere, che spudoratamente definiscono i movimenti di protesta "terrorismo", "gruppi di terroristi teleguidati da Paesi stranieri", quelle veline sono lette ai tg come asettici lanci dell'Ansa. Come "notizie". Senza un commento, una domanda, una perplessità, una spruzzatina di dubbio. Senza nemmeno citare la fonte! 041b061a72


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